LIONS CLUB AGRIGENTO HOST

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"GIORNATA DI STUDIO SULLA STABILITA' DEL COLLE DI AGRIGENTO"
La giornata di studio sulla stabilità del colle di Agrigento organizzata dal Lions Club Agrigento Host e dall'associazione di protezione civile Tec-Pro tenutasi presso il Palazzo dei Filippini nella giornata di sabato 21 c.m. ha fatto registrare la presenza di numerosi cittadini e professionisti, in particolare geologi, che hanno seguito attentamente la disamina delle problematiche dibattute; erano anche presenti due quinte del Liceo Scientifico E. Majorana guidate dai relativi insegnanti.
Della storia della Cattedrale, dalle sue origini sino ai nostri giorni, ha parlato don Giuseppe Pontillo direttore U. BB.CC. Ecclesiastici Arcidiocesi Agrigento, il quale ha evidenziato come la stessa da sempre ha manifestato notevoli danni che hanno prevalentemente coinvolto la navata nord crollata più volte e sempre ricostruita sullo stesso luogo.
Il Prof. Geol. Vincenzo Liguori ha definito nei particolari l'assetto geologico e strutturale del colle di Agrigento mettendo in risalto la sua variabilità costituzionale in senso verticale e la presenza di numerose e diffuse ampie fessurazioni che interrompono la continuità della roccia costituente il colle "la calcarenite". Discontinuità e fessurazioni hanno un andamento prevalente subverticale nord - sud, ma se ne registrano anche con andamento parallelo al costone est- ovest, come quella frattura beante principale che dal seminario arcivescovile si dirige verso est superando piazza Seminario, la scalinata della Cattedrale, la Cattedrale, San Alfonso ed ancora verso est, sino a piazza Bibbirria.
Evidenziava il Prof. Liguori che il colle è costituito da una alternanza di banchi calcarenitici con interposti argillo-sabbiosi e che la calcarenite presenta delle variazioni litologiche, in cui si riscontra una minore o maggiore frazione limosa, ed anche una differente consistenza che possono essere in diretta relazione con i dissesti presenti sul colle di Agrigento.
L'assetto geomorfologico del colle è stato trattato dal Dott. Geol. Antonio Brucculeri il quale partendo dalla revisione del PAI (piano assetto idrogeologico redatto dall'unità regionale di cui è parte integrante) ha attenzionato l'intero versante evidenziando i diffusi segni di instabilità pregressa che interessano non soltanto il costone calcarenitico, ma anche il sottostante versante argilloso; l'insieme dei dati raccolti ha permesso la definizione della carta delle pericolosità che individua una zona ad alta pericolosità proprio in corrispondenza del colle di Agrigento. Tale classificazione ha un rilievo notevole in quanto le aree classificate ad alto rischio sono quelle che vengono privilegiate nell'assegnazione dei finanziamenti regionali finalizzati alla diminuzione del rischio.
Si è, inoltre, soffermato sulla importanza della definizione del tracciato e dello stato degli ipogei, presenti nel centro storico, ai fini del controllo della stabilità delle aree soprastanti per comprendere e definire eventuali relazioni esistenti tra l'instabilità di alcune aree e la presenza degli ipogei.
La dettagliata e precisa disamina del comportamento geotecnico dei terreni di fondazione del Duomo fatta dal Prof. Ing. Calogero Valore ha fatto chiarezza su alcuni preconcetti riguardo al comportamento geomeccanico della calcarenite ed, in particolare, dell'alternanza calcarenite argille sabbiose.
Il professore Valore, partendo dai dati dei rilievi inclinometrici eseguiti, ha evidenziato come in atto vi sia una porzione del colle, posta a nord di quella ampia fessurazione di cui parlava il Prof. Liguori, che tende a ruotare e spostarsi verso nord con una velocità di 6mm nell'arco degli ultimi 6 mesi; la porzione di colle in movimento ha una potenza media di m30,00.
Questo potrebbe essere un possibile piano di scorrimento su cui tende a ruotare l'ammasso roccioso del colle di Agrigento assieme alla porzione di centro storico che lo sovrasta.
La mancanza di sondaggi lungo il versante posto a nord della cattedrale rappresenta una seria limitazione alle conoscenze necessarie per definire correttamente l'assetto dell'intero versante; in tal senso si è sollecitato la protezione civile, affinché appalti le indagini già programmate e concordate, in modo da avere un completo quadro conoscitivo della costituzione geolitologica del versante e dei movimenti a cui esso è soggetto.
Se non viene definito questo quadro conoscitivo non si potrà arrivare ad una soluzione ragionata delle problematiche dibattute.
Il Prof. Ing. Liborio Cavaleri ci ha materializzato in alcune chiare immagini come la struttura della cattedrale nel corso dei secoli sia cambiata e come abbia subito nel tempo notevoli deformazioni e cedimenti.
Il dirigente della Protezione Civile Provinciale, ing. Maurizio Costa, ha concluso i lavori portando i saluti del nuovo dirigente regionale ad interim e dopo un'ampio escursus su quanto realizzato dalla protezione civile regionale dal 2010 in poi (dalla convenzione con l'università di Palermo per eseguire il monitoraggio, al puntellamento delle strutture portanti della cattedrale, al puntellamento del tetto) ha assicurato il massimo impegno della struttura per definire nei prossimi giorni la gara di appalto per le indagini integrative. Ha anche ricordato che la protezione civile regionale ha messo a disposizione una somma di €20.000.000,00 per l'esecuzione dei primi interventi di stabilizzazione del costone su cui sorge la cattedrale.
Alla fine della giornata di studio abbiamo eseguito un sopralluogo sul sito in questione assieme al dirigente della protezione civile provinciale ed al prof. Valore. Si è constatato come tutte le lesioni ed i cedimenti esistenti, sia sui pavimenti che sulle pareti della cattedrale, erano chiaramente più ampie rispetto all'ultima visita eseguita dal Prof. Valore meno di due mesi addietro, quindi il quadro fessurativo, come detto ampiamente prima, è in continua e rapida evoluzione. Occorre dunque accelerare i tempi, fare presto e bene per scongiurare ulteriori eventi negativi che potrebbero aggravare la situazione in maniera drammatica.
Antonio Calamita


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